Supporto dedicato agli enti FUORI perimetro NIS2 – Legge 90/2024
Sei fuori dal perimetro NIS2 e Legge 90/2024? Hai comunque bisogno di un piano.
Se il tuo ente non rientra negli obblighi NIS2 né nella Legge 90/2024, potresti pensare di non doverti preoccupare della cybersecurity.
Ma il rischio di un attacco — e le conseguenze in caso di incidente — sono esattamente le stesse.
Il tuo ente “non è nel perimetro”: cosa significa davvero?
La NIS2 (D.Lgs. 138/2024) e la Legge 90/2024 si applicano solo ad alcuni soggetti: i comuni sopra i 100.000 abitanti, le ASL di grandi dimensioni, i soggetti nel Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica, e altre categorie specifiche.
Se sei un comune sotto i 100.000 abitanti, un ordine professionale, un gestore di servizi pubblici o una società a controllo pubblico di dimensioni contenute, probabilmente non rientri in questi obblighi.
Ma questo non significa che sei al sicuro. Significa solo che nessuno ti obbliga a prepararti.
Se domani subisci un attacco ransomware, le conseguenze le paghi comunque.
La metodologia di riferimento: le Linee Guida CAD
Le Linee Guida CAD sulla gestione degli incidenti, pubblicate da ACN a ottobre 2025, forniscono la metodologia di riferimento per tutti i soggetti dell’articolo 2, comma 2 del Codice dell’Amministrazione Digitale:
- Pubbliche amministrazioni (art. 1, comma 2, D.Lgs. 165/2001) — tutti i comuni, di qualsiasi dimensione, gli ordini professionali, le ASL, le autorità portuali, le autorità indipendenti
- Gestori di servizi pubblici — comprese le società quotate che erogano servizi di pubblico interesse
- Società a controllo pubblico (D.Lgs. 175/2016) — le in-house e le partecipate
Queste Linee Guida non prevedono sanzioni dirette per la mancata adozione. Ma se domani hai un incidente e non hai un piano documentato, il Garante Privacy può sanzionarti tramite il GDPR per misure di sicurezza inadeguate.
Le conseguenze: cosa rischi davvero in caso di incidente
Facciamo chiarezza su cosa succede quando un ente subisce un attacco informatico senza avere documentazione e procedure adeguate.
Sanzioni GDPR (il precedente esiste già)
Il Garante Privacy ha già dimostrato che le misure minime AgID del 2017 non sono più sufficienti. In un provvedimento del 2025, un ordine professionale è stato sanzionato per circa 30.000 € dopo un attacco ransomware, perché non aveva implementato l’autenticazione multifattore (MFA).
Il Garante ha ritenuto che quelle misure, emanate nel 2015, non tengono conto dell’evoluzione del rischio cibernetico.
La chiave è questa: la sanzione non è arrivata per violazione delle Linee Guida CAD, ma per violazione del GDPR (articoli 5 e 32) in occasione di un data breach.
Se gestisci dati personali — e tutti gli enti pubblici lo fanno — sei esposto a questo rischio.
Responsabilità dirigenziale
Se domani il tuo ente subisce un attacco ransomware e tu non hai un piano di gestione incidenti documentato, chi risponde?
L’assenza di procedure formalizzate significa nessuna prova di diligenza.
Il dirigente resta esposto personalmente, senza scudo documentale.
Danno operativo e reputazionale
Un incidente senza piano significa panico e improvvisazione: nessuno sa cosa fare, chi chiamare, in che ordine agire.
I tempi di ripristino si dilatano, le decisioni vengono prese sotto pressione, e poi arriva la stampa locale.
La reputazione si perde in un giorno; ricostruirla richiede anni.
La soluzione? Prepararti oggi con la metodologia giusta.
Non ti serve la complessità della NIS2.
Ti serve un sistema documentale snello e operativo, calibrato sulle reali esigenze di un ente delle tue dimensioni.
Le Linee Guida CAD forniscono la metodologia di riferimento: un modello in cinque fasi — Preparazione, Rilevamento, Risposta, Ripristino, Miglioramento — che puoi adottare senza stravolgere la tua organizzazione.
Il punto è avere ruoli chiari, procedure scritte e una matrice di responsabilità che ti permetta di reagire in modo ordinato quando (non se) qualcosa andrà storto.
Adottare questa metodologia non è formalmente obbligatorio, ma ti protegge su due fronti: in caso di incidente, dimostri al Garante Privacy di aver agito con diligenza; in caso di controllo AgID sul Piano Triennale, sei allineato agli obiettivi 7.1 e 7.4.
ScuDoc Light, la soluzione: cosa include
ScuDoc Light è il pacchetto documentale che abbiamo progettato specificamente per enti fuori dal perimetro NIS2.
Deriva dalla nostra esperienza con oltre 500 enti pubblici e si concentra su ciò che serve davvero:
- Modelli di assessment per asset e infrastruttura — i template pronti (per il tuo sistemista IT interno o esterno) con la mappatura delle tue risorse critiche, simile a quella che abbiamo creato per gli enti NIS2 (ma semplificata per non impazzire)
- Organizzazione semplificata — tre ruoli essenziali (Responsabile Cybersicurezza, Responsabile Comunicazione, Responsabile Gestione Incidenti) che possono essere ricoperti anche dalla stessa persona
- Piano di Gestione Incidenti — focalizzato sugli scenari ransomware, con procedure operative e playbook già pronti come vuole ACN
- Matrice RACI — chi fa cosa in ogni fase dell’incidente, senza ambiguità e con estrema chiarezza
Il tutto si compila in circa un’ora del tuo tempo, attraverso un unico file Excel guidato.
Noi ci occupiamo di trasformare i tuoi dati in documentazione professionale, allineata alla metodologia delle Linee Guida CAD, che poi trasformiamo in formazione specifica per il tuo personale.
Perché ScuDoc Light è diverso dalle altre soluzioni
Non è un software da gestire.
Non ti vendiamo una piattaforma che devi imparare a usare e mantenere aggiornata. Ti consegniamo documenti pronti, personalizzati sulla tua realtà, che puoi conservare e aggiornare con i tuoi strumenti abituali. Utilizziamo solo il nostro software PianoTD per poter tenere traccia delle attività e gestire scadenze e aggiornamenti (come facciamo per il piano triennale ICT da diversi anni).
Non è consulenza generica.
Non ti mandiamo un report di 200 pagine che finisce in un cassetto. Ti diamo procedure operative concrete: cosa fare nei primi 15 minuti di un attacco, chi chiamare, come comunicare all’esterno, come ripristinare i sistemi: il tutto compilato con i tuoi dati.
Non richiede competenze tecniche avanzate.
Il nostro processo è pensato anche per chi non ha un reparto IT dedicato. Le domande sono chiare, gli esempi sono pratici, e noi siamo disponibili per i chiarimenti durante tutto il percorso.
Se hai un reparto IT dedicato, è tutto ancora più semplice: meno tempo perso a spiegare cose che il tuo personale tecnico specializzato conosce già!
Come funziona il percorso
Kick-off: ti consegniamo i materiali e ti spieghiamo come compilarli
Tempo richiesto: 30 minuti
Compilazione: compili l'Excel con i dati del tuo ente
Tempo richiesto: circa 1 ora (in autonomia)
Revisione: è il primo appuntamento (validiamo insieme i dati)
Tempo richiesto: 1 ora
Generazione: produciamo automaticamente tutta la documentazione
Tempo richiesto: lo facciamo noi, tu non dovrai fare niente
Consegna: è il secondo appuntamento (ti consegniamo e formiamo)
Tempo richiesto: 1 ora
Durata totale: 2-4 settimane, con 2-3 appuntamenti (contro i molteplici di un progetto NIS2 completo).
E se un domani rientrassi nella NIS2 o volessi aumentare il tuo livello di consapevolezza?
Il perimetro NIS2 può essere esteso con decreto del Presidente del Consiglio.
Se il tuo ente dovesse rientrare in futuro, ScuDoc Light diventa la base su cui costruire. L’Allegato A (assessment) è identico, i processi sono compatibili, e tu parti già avanti rispetto a chi deve iniziare da zero.
In pratica: ScuDoc Light funziona come soluzione autonoma se resterai sempre fuori dal perimetro, oppure come entry point se un domani dovrai evolvere verso la conformità NIS2 completa.
Scopri se ScuDoc Light fa al caso tuo
Scrivici a info@scudoc.it per una valutazione della tua situazione.
F.A.Q. – Le nostre risposte ad alcuni dubbi che potresti avere in questo momento…
A chi si rivolgono le Linee Guida CAD sulla gestione incidenti?
Ai soggetti indicati nell’articolo 2, comma 2 del Codice dell’Amministrazione Digitale:
- pubbliche amministrazioni (tutti i comuni di qualsiasi dimensione, ordini professionali, ASL, autorità portuali, autorità indipendenti)
- gestori di servizi pubblici (comprese le società quotate per servizi di pubblico interesse)
- società a controllo pubblico (in-house e partecipate)
Le Linee Guida forniscono la metodologia di riferimento per questi soggetti; adottarla non è formalmente obbligatorio, ma rappresenta lo standard di diligenza atteso in caso di incidente.
Il mio ente è piccolo: siamo davvero a rischio?
I dati dicono di sì.
Gli attacchi ransomware colpiscono sempre più spesso gli enti di piccole dimensioni, proprio perché hanno difese meno strutturate.
Il costo medio di un incidente per un ente pubblico si aggira intorno ai 200.000 € tra ripristino, consulenze d’emergenza e danni reputazionali.
Cosa succede se non ho un piano di gestione incidenti?
In caso di attacco, rischi di trovarti senza una guida operativa nel momento peggiore.
Ma il problema più concreto emerge dopo: se il Garante Privacy indaga in seguito a un data breach, l’assenza di documentazione può essere considerata prova di misure di sicurezza inadeguate ai sensi del GDPR.
Non esiste una sanzione automatica per la mancata adozione delle Linee Guida CAD, ma il caso dell’ordine professionale sanzionato nel 2025 dimostra che in caso di incidente l’assenza di un piano strutturato pesa.
ScuDoc Light sostituisce le misure tecniche di sicurezza?
No, ScuDoc Light è un pacchetto documentale e organizzativo: ti dice chi fa cosa, quando e come.
Le misure tecniche (firewall, antivirus, backup, MFA) restano responsabilità tua o del tuo fornitore IT.
Però ti aiutiamo a verificare che quelle misure siano adeguate e documentate.
Quanto costa ScuDoc Light?
Il costo dipende dalla complessità del tuo ente.
Contattaci per un preventivo personalizzato: dopo una breve chiamata conoscitiva, ti mandiamo un’offerta dettagliata senza impegno.
Devo notificare gli incidenti al CSIRT Italia?
Per gli enti fuori dal perimetro NIS2, la notifica al CSIRT Italia è attualmente volontaria.
Le Linee Guida CAD la raccomandano come buona prassi, ma non esiste un obbligo cogente né una sanzione per la mancata notifica.
Questo potrebbe cambiare: il DDL Ransomware, attualmente in discussione in Parlamento, prevede l’obbligo di notifica entro 6 ore per tutti i soggetti pubblici.
ScuDoc Light include già le procedure per essere pronti quando (e se) questo obbligo entrerà in vigore.
Sei invece un ente nel perimetro NIS2 o Legge 90/2024?
Se il tuo ente rientra nel perimetro NIS2 (comuni sopra 100.000 abitanti, soggetti essenziali o importanti) o è soggetto alla Legge 90/2024, hai obblighi più stringenti e tempistiche definite.
La soluzione per te è ScuDoc – Supporto NIS2: il percorso completo per la conformità, con tutti gli allegati richiesti da ACN, le notifiche obbligatorie e il supporto continuativo.
Non perderti gli aggiornamenti e le novità più importanti!
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